Che cosa ci definisce davvero? Qual è la parte di noi che dice chi siamo nel profondo? Quello che diciamo, il modo in cui appariamo, quello che pensiamo? Ci sono molti modi per manifestarsi e presentarsi al mondo; la via più diretta è quella dell’arte. Scrittura, danza, arti figurative, musica: se tutto questo fa parte del nostro cuore, se tutto questo è ciò che lo fa battere, allora sono il nucleo della nostra anima. Come l’inchiostro è simile a sangue sulla carta, ciò che creiamo ci rende umani e unici; niente può prenderne il posto.

Cos’è Fuoco di carta?

  • Un blog personale per raccogliere idee, pensieri e appunti.
  • Il luogo di contatto per una community di narratori, artisti e appassionati di storie e cultura pop.
  • Una possibilità per confrontarsi e informarsi su (quasi) ogni opera di carattere artistico e narrativo, in un clima di rispetto e d’apertura mentale.

Ogni storia ha una sua voce personale.

Ciao! Mi chiamo Francesco, e non sono uno scrittore: sono uno che racconta storie.

Fuoco di carta nasce con la voglia di condividere e discutere idee, opinioni e interessi in tutti i campi dell’arte e della cultura, con una particolare predilezione per l’aspetto narrativo e fantastico.

Qualsiasi siano i vostri interessi, dai libri ai fumetti, dal cinema al teatro, alla musica e alla danza, il mio intento è creare un luogo di ritrovo per appassionati di storie ed espressione creativa, e costruire una community unita dall’amore per l’arte.

La scrittura – anche quella più delicata – è il cuore messo a nudo, è oltraggio al pudore, è brivido. La scrittura finta e mascherata la riconosci subito. È vuota e scontata e non mette in pericolo nessuna parte di noi.” 

Fabrizio Caramagna

pubblicato il

marzo, 2026

autore:

Francesco Manfredi

Le criptiche parole di Dom Claude Frollo, antagonista del romanzo storico Notre-Dame de Paris di Victor Hugo, intento a indicare prima un libro stampato, poi la cattedrale eponima dell’opera, fanno emergere un’interessante visione dell’espressione umana nel corso della storia.

Hugo offre due significati a questa frase: il primo, più semplice e immediato, è che la stampa, veicolo di dottrine e idee assai più volatile e libero della chiesa cattolica, spodesti quest’ultima in quanto a Potenza sulle masse; l’alfabetizzazione generale uccide il pensiero unico. Ma al di là di questa opzione, nelle parole di Frollo si nasconde un altro significato, proprio dell’uomo colto più che del prete, proprio dell’artista: il libro ucciderà l’architettura in quanto simbolo espressivo dell’uomo, della sua storia e della sua anima.

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